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Partiamo dal mese di luglio
(inverno australe), nel
nostro allevamento avremo
soltanto 10 ore di
illuminazione, inizieremo ad
aumentarla progressivamente
in modo da avere ai primi di
settembre 13 ore di luce
(vanno bene anche 13,5/14)
in questo momento possiamo
iniziare la stagione cove e
manterremo le 13 ore fino al
mese di novembre, quando con
leggeri incrementi di
illuminazione faremo credere
ai nostri uccelli che è
arrivata l’estate e loro
inizieranno la muta del
piumaggio; dal primo di
febbraio possiamo cominciare
a decrescere le ore di luce
(secondo il
grafico 2/A)
fino ad arrivare alle 10 ore
di luce al mese di
luglio/agosto, quando il
ciclo dovrà riiniziare.
Molto importante per chi
riproduce seguendo le
stagioni dell’emisfero
australe è la possibilità di
oscurare le finestre quando
le ore di illuminazione
naturale sono superiori a
quelle interne al nostro
allevamento. ESEMPIO: Se
nel mese di giugno quando da
noi le giornate sono lunghe
anche 16/17 ore e invece
all’interno dell’allevamento
ne dobbiamo avere soltanto
10, dobbiamo impedire alla
luce esterna di entrare
nelle ore che gli uccelli
devono dormire, mentre nelle
altre possiamo aprire le
finestre e fare anche
circolare dell’aria salubre.
Logicamente questo problema
(se cosi si può dire) non lo
avranno quegli allevatori
che allevano in locali privi
di finestra.
NOTE:
a) In
tutto questo discorso ho
volutamente tralasciato la
possibilità di preparare i
maschi alcuni giorni prima
delle femmine in quanto
questi sono un po’ più
lunghi ad entrare in amore;
questo l’ho fatto in quanto
sono pochissimi gli
allevatori che possono avere
un secondo locale per
iniziare un fotoperiodo
anticipato di una quindicina
di giorni solo per i maschi.
Penso sia sufficiente
ritardare di qualche giorno
gli accoppiamenti da quando
le femmine si dimostreranno
pronte.
b) Non
variate mai bruscamente le
ore di luce, effettuate
sempre piccole correzioni,
altrimenti rischiate di
scondizionare
i vostri animali
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